Non è solo una questione di decoro, ma di sopravvivenza economica. Durante la sesta Commissione consiliare dello scorso 21 aprile, Confcommercio Livorno ha tracciato una linea netta sul futuro della gestione rifiuti in città, chiedendo una riforma del Regolamento Comunale che metta al centro le reali necessità del tessuto produttivo.
L'obiettivo dell'associazione è chiaro: non restare a guardare, ma partecipare attivamente alla stesura di un nuovo regolamento che superi le attuali inefficienze e introduca un modello più equo e trasparente.
Secondo Confcommercio, uno dei nodi principali è l'attuale sovrapposizione tra le esigenze dei cittadini e quelle delle attività produttive. "Le necessità di un negozio o di un locale non sono quelle di una famiglia," ha spiegato Giovarruscio durante l'audizione, sottolineando l'importanza di separare nettamente le modalità di raccolta e conferimento tra utenze domestiche e non domestiche, anche individuando aree specifiche. “Per questo chiediamo una chiara separazione nelle modalità di raccolta e l’introduzione di servizi personalizzati che risolvano le attuali criticità, rendendo il conferimento un’operazione semplice e non un ostacolo quotidiano all'attività d'impresa”.
Oltre al servizio, a preoccupare seriamente è l'aspetto economico. Confcommercio sostiene il principio del "chi più inquina, più paga", un criterio che non solo garantirebbe maggiore equità, ma stimolerebbe anche meccanismi virtuosi di riduzione degli scarti e incremento della differenziata.
Il punto più critico resta quello fiscale. Confcommercio Livorno denuncia che il carico della pressione fiscale, calcolando anche il peso tributario locale, arriva al 50-60% della tassazione totale sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi di mercato.
“Si tratta di un peso economico che rischia di svuotare le nostre strade, accelerando i ben noti e insidiosi processi di desertificazione commerciale" ha avvertito Giovarruscio.
L'obiettivo dell'associazione è la collaborazione per un modello sostenibile, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello economico. Confcommercio non chiede solo efficienza, ma anche agevolazioni specifiche che tutelino negozi al dettaglio, locali pubblici, attività storiche di vicinato in un'ottica di rigenerazione urbana.